giovedì 25 febbraio 2016

Zibaldone (4)

Un classico che va in ogni occasione!
In attesa di concludere il post su "Il nome della rosa", per non lasciarvi soli vi faccio tenere compagnia da un po' di twitt.
Sapete già come funziona, quindi non vi resta che leggere, sempre precisando che si tratta di satira, umorismo, per cui nessuno si senta offeso per qualche argomento. E, se qualche lettore proprio non digerisce qualche post, sono pronto a cassarlo, basta farmelo sapere, anche in privato. Grazie!


Volevo twittare qualcosa sulle NSA a , ma poi ho pensato che è meglio non essere avvicinato a certi personaggi .

Ma se uno del dice qualcosa, bisogna intendere quello che ha detto o l'esatto contrario? o ha voluto dire solo quello che dice ?

Più leggo di quel che succede in casa e più mi vien voglia di iscrivermi al ! Anzi a ! anzi direttamente alla

candidato : fa ancora il ! non più con le ma con e la !

(Notizia:) Alle 15 su videoforum con Alessandro Di Battista. Inviate le domande (Il mio twitt di risposta:) Indicare chiaramente anche l'indirizzo del blog di per essere reindirizzati per le risposte esatte.
Il è composto da gente tale che fa rifulgere come un politico serio.

È inquietante sapere che fa parte del . Par di sentire ancora il rumore delle francesi.
(Scritto durante l'altalena del 'votiamo sì', 'votiamo no', alla fine: 'non votiamo' per il 'canguro' che avrebbe eliminato gli emendamenti alla legge Cirinnà) riunisce i suoi e mostra foto di opossum e orsetto lavatore perché li sappiano riconoscere alla prossima votazione.
Ammucchiata contro . E poi parlano di !
Fedeltà!? Ma che lingua parli? Ma è italiano?

E infine una calda calda, di questi momenti, appena sfornata:
: stralciata la parte sulla fedeltà. D'altronde se la doveva votare anche non ne avrebbe capito né il senso né l'utilità.

Il ca**aro Oste Juan

martedì 23 febbraio 2016

Il nome di Umberto Eco

Questa era la copertina!
Ora che tutti hanno smesso di parlare di Umberto Eco, volevo azzardare a dire qualcosina io.
Ma a modo mio, cioè raccontandovi di me e lui, di come l'ho incontrato (letterariamente parlando), di quello che mi ha lasciato.
Premetto una cosa: quando dico che un autore "mi lascia qualcosa" non voglio dire che senza di lui non avrei conosciuto un aspetto della realtà, ma che grazie a lui ho trovato in me un modo per leggere la realtà.
Sono arrivato tardi al libro che ha reso famoso al grande pubblico Eco, quello che lui riteneva il suo peggiore: "Il nome della rosa".
Conoscevo l'autore perché mi capitava di leggere le sue bustine di Minerva su L'espresso, ma niente di più. Diciamo che mi stava simpatico, mi piaceva quel suo scrivere fluido ma contemporaneamente denso, che faceva capire per bene tutto quello che voleva dire. O almeno così a me sembrava.
Avevo anche sentito parlare del suo libro e del film che qualche anno dopo ne era stato tratto, quello con Sean Connery e Christian Slater (il nome di quest'ultimo l'ho trovato su Wiki, altrimenti... ). Ci sarebbe la questione che il film non è tratto da libro, ma dal palinsesto del libro, ma la cosa mi porterebbe lontano.
Il libro in mano comunque non l'avevo mai avuto materialmente.
La storia inizia una mattina di un lunedì fuori dalla stazione Termini di Roma, diciamo che siamo nei primissimi anni '90. A quel tempo andavo a Roma ogni 15 giorni per questioni di studio: arrivavo il lunedì mattina, al pomeriggio facevo lezione e ripartivo al pomeriggio del martedì.
Non so se ci sono ancora (manco da Roma da più di 20 anni), ma allora in piazza Esedra, se non ricordo male il nome, era pieno di bancarelle che vendevano di tutto, anche libri usati.
Questo era il benvenuto che Roma mi dava: mi faceva perdere in centinaia di titoli, di copertine colorate, di autori sconosciuti da scoprire; un sogno! Ah, poi c'era i piccioni, ma questa sarebbe un'altra storia...
Quella mattina scendo da pulmann con cui ero arrivato dalla Calabria e comincio a gironzolare per i banchi. Avevo già preso un librettino di non ricordo cosa né di chi e stavo per abbandonare la ricerca, perché facevo conto che quella lettura mi avrebbe tenuto occupato fino al rientro in Calabria.
Ma... ecco che all'improvviso mi ritrovo in mano questo volumetto color senape in edizione economica della Bompiani. Sapete che io sono un feticista dell'odore della carta e questa è la cosa che mi ha subito colpito: il colore, l'odore, la compattezza del numero di pagine. Era perfetto da tenere in mano camminando e leggendo.
Insomma lo comprai.
Non ricordo qual'era il suo prezzo, ma tenendo conto delle mie finanze di allora non doveva superare le 500 lire o giù di lì, altrimenti l'affare non si sarebbe fatto.
Normalmente andavo subito a prendere la camera in albergo e poi facevo un giro per far passare la mattinata.
Ma quella mattina accadde qualcosa. Appena lasciata la bancarella aprii il libro e cominciai a leggere qualche riga dell'inizio. Mi potrete anche dire che tutto ciò che segue è un racconto romanzato, che certe cose succedono solo nei film; dite quel che volete, ma è la verità.
Trovai la prima panchina libera e sedetti, sempre leggendo. E più leggevo più mi sembrava di aver sempre letto quella storia. Mi sembrava di conoscere ogni personaggio, anche quelli appena incontrati. Poiché lo stomaco brontolava (avevo fatto una specie di colazione in un area di servizio durante il viaggio verso le sei di mattina) decisi di mettere qualcosa sotto i denti e presi quel che trovai di buono da una bancarella di alimentari nelle vicinanze.
Era una bellissima giornata, e tutto spingeva a non chiudermi in una stanza d'albergo.
Così decisi...
Alt! Mi rendo conto che la narrazione si sta facendo troppo lunga per un post solo; si rischierebbe di far calare l'attenzione.
Perciò io mi fermerei, per il momento, qui.
Alla seconda parte!

Il diarista Oste Juan
   

sabato 20 febbraio 2016

Insieme (a Myrtilla) raccontiamo... "Il mandala"

Non so bene come si fa a partecipare a questa cosa del blog di Myrtilla.
Ho capito che funziona così: lei scrive un Incipit e poi chi vuole ne scrive il seguito, con un massimo di 2-300 parole o caratteri.
Io ho deciso che volevo e ho scelto le 300 (circa) parole, che restare nei 300 caratteri, per la mia logorrea, mi avrebbero portato a strozzarmi sul nascere.
Eccovi, allora, l'incipit di Myrtilla e il mio finale de 
 

 IL MANDALA
 
Il corpo nudo della donna disteso sul fianco aveva un che di virginale. Una tela intonsa pareva. Invitava a... ma come l'avrebbe presa lui? Offendersi? Adirarsi?
Prese il suo pennello più fine e le si avvicinò. Con dolcezza cominciò dal centro della schiena. Un mandala. Avrebbe disegnato un mandala


Una spirale cominciò ad avvolgersi dal punto di partenza e i colori si susseguivano ai colori.
Enrico intingeva il pennello e poi toccava il corpo nudo. Pian piano i segni divenivano sempre più pieni, più possenti, quasi fossero stoccate di una spada immaginaria. Persino i colori acquistavano violenza, quasi da far male agli occhi.
E, dipingendo, ripensava ai suoi ‘no’, ai suoi ‘non fino a questo punto’, che l’avevano lasciato spossato come un corridore che da’ tutto senza raggiungere mai la meta.
Per Linda ogni cosa era un gioco, ed Enrico questo non lo poteva accettare: nel suo mondo, il padrone deve possedere tutto quello che lo circonda; anche Linda che era sempre lì, a portata di mano.
Ad ogni tratto della spirale cresceva in lui la furia, gli s’accecava viepiù la mente, ed ogni ‘no’ passato diventava una pennellata ancor più piena.
I cerchi avevano raggiunto le scapole e poi le braccia: non c’era più posto per dipingere; ogni parte di quel corpo era stata (finalmente) conquistata, sottomessa, in un mandala di luce esplosiva.
Enrico si alzò e guardò: non i fianchi nudi, non i seni che occhieggiavano da sotto il corpo, non i capelli ramati o le mani affusolate che tante volte si erano rifiutate di dargli il giusto.
Egli guardava l’opera sua, conclusa. La sua mano s'era finalmente impadronita di quel corpo e non restava che fissarlo in eterno.
Sfilò lo stiletto dalla sacca dei colori e delicatamente la penetrò, proprio al centro del mandala, da dove tutto era partito.

mercoledì 17 febbraio 2016

Zibaldone (3)

Salvini non capisce chi è che lo sta guardando dallo schermo...
Velocemente vi scarico qualche twitt, prima che si raffreddi troppo.
Mi scuso se in queste ultime settimana non riesco a darvi altro che stupide battutacce (e soprattutto non vengo a visitarvi direttamente a casa vostra!), ma un po' il tempo, un po' che mi sono adagiato, un po' che... fate voi...
Non vi capita mai un periodo che proprio l'ultima cosa che vorreste e aprire il blog e guardare un foglio bianco? Ecco, adesso è così. Ma spero di riprendermi presto. Perciò...

Apriamo con un Salvini in piena forma:
vieta agli iscritti del partito l'uso di computer e tablet perché hanno una memoria .
E poi qualcuno generico:
che presenta un è come se facesse il del consiglio. Come: Renzi è già presidente?
Perché tutti quelli che difendono la 'tradizionale' o hanno fatto voto di o sono
chiede il : da oggi e potranno infischiarsene di e , ma senza che si sappia in giro...

giovedì 11 febbraio 2016

Zibaldone (2)

È vecchia, ma fa sempre la sua porca figura!
Volete inc***arvi per benino prima di rilassarvi (spero!) con la lettura di qualche twitt?
Bene, leggete questa:
"il malcostume era così radicato nella gestione del denaro da parte degli amministratori da abbassare la piena consapevolezza del disvalore dei fatti".
È la motivazione per la richiesta di concessione delle attenuanti del PM al giudice che dovrà emettere la sentenza contro Riccardo Bossi, figlio del senatur, accusato di aver allegramente usato i soldi del partito per uso personale. Cioè: il fatto che tutti i capi della Lega rubavano soldi al partito faceva avere meno coscienza della gravità di ciò che si stava facendo. È come dire che poichè diversi commercianti del mio quartiere non emettono scontrini e fatture, potrei farlo anch'io... ma sì, in fondo lo fanno tutti o quasi!
Che sia questo il vero problema dell'Italia? Cioè che c'è gente che pensa che visto che esiste un malcostume spesso anche grave tanto da essere un reato, questo lo faccia diventare, in fondo, un piccolo vezzo? Una giustificazione?  Un esempio da seguire?
Allora io stanotte metto due giubotti come pali davanti alla porta di casa del PM di cui sopra e comincio a tirarci pallonate contro, tanto lo fanno in tanti ogni settimana sui campi di calcio! E vengono pure pagati profumatamente!
Evvabbè!
Ora beccatevi 'sti twitt, perché come dice il poeta: "si ride per non piangere... ".

I deputati del M5S voteranno "in coscienza" sul decreto Cirinnà, ma qualcuno dovrà prima spiegar loro bene dov'è il link per la risposta esatta.


Emma Marrone: "Tutti pazzi per i miei piedi". Strano, pensavo facesse la cantante...

Scorta della Polizia a PadrePio che va in vacanza a Roma. Quando mi sono rotto la gamba nessuno che mi facesse manco attraversare la strada!

PadrePio si è presa finalmente una vacanza! Starà via un paio di settimane e farà anche una capatina a Roma.

: ma il voterà a favore o contro? e, soprattutto, ha capito di cosa si tratta? 

"Antonio Ingroia: “Processo Vatileaks, Nuzzi e Fittipaldi possono essere ottimisti”. Fossi a posto loro comincerei a fare gli scongiuri.

Perché UNO vale UNO... ma Casaleggio un po' di più! elezioni  

Perché UNO vale UNO... ma i soldi della pubblicità? tutti a ! elezioni

Vanno dove tira il vento. Proviamo a dirgli che Elvis Presley non è morto veramente... (sul cambio di rotta riguardo il voto sulla legge Cirinnà)

Perché Sanremo è Sanremo! altrimenti l'avrei visto volentieri...
Rita Dalla Chiesa rinuncia a fare il . A questo punto il centrodestra giocherà l'ultima carta: , marito della Mussolini 

Rosa torna a fare la sindaco di Quarto. Ora aspettiamo che torni a fare il comico e Casaleggio il... cosa faceva Casaleggio?
 "LOMBARDIA: soldi alle scuole che insegnano il ." Così almeno tutti potranno capire Maroni quando parla


... si ride per non piangere, perché ...

(Volevo solo ricordare che a volte i twitt riportati sono adattati per una migliore comprensibilità, visto che 140 caratteri spesso sono limitativi se non inseriti in una conversazione. Inoltre, essendo dei 'lampi', possono riferirsi a fatti ormai superati. E, naturalmente, mi scuso se qualcuno si può sentire 'offeso' o 'toccato' da qualche battuta.)

L'ubertoso (?) Oste Juan

mercoledì 3 febbraio 2016

Zibaldone


Non lasciatevi ingannare: è solo fotoshop!
Qualche giorno fa parlavamo col mio amico Giacomino dei nostri 'progetti' letterari.
Io, da parte mia, gli dicevo che ormai sarà più di un anno che non metto mano seriamente al mio quaderno delle storie, e lui (che è un tipo abbastanza abbacchiato di suo) ha risposto che invece riesce sempre a cavare qualcosa da quella sua testa riccioluta e purtuttavia (lui usa sempre questi termini stranianti e obsoleti) è scontento e insofferente. Praticamente, mi diceva, gli frullano tante di quelle idee che non riesce a starci dietro e a metterle giù in qualche forma.
Così tra un orzo all'anice e una spremuta di limone fresca (lui beve solo quella) gli è venuta fuori l'idea di riprendere a raccogliere questi pensieri sparsi sulla qualunque, cioé su qualsiasi argomento. Aveva già fatto una cosa del genere, mi ha detto, e più o meno in quindici anni ha riempito più di 4500 pagine. Certo, se non fa niente dalla mattina alla sera! Quante volte gli ho detto: tutto questo lavorare di testa ti fa' male, cambia vita, fatti una ragazza, uscite la sera! E invece lui no, sempre a guardare la collina davanti casa dalla finestra, ad amoreggiare con la luna (!), a inventarsi storie bollenti con una certa Silvia. Ma chi vuoi che ci creda! Che poi non deve essere neanche tanto tenerella d'età questa tipa, se lui stesso gli ha dedicato una poesia che m'ha fatto leggere l'altro giorno e che inizia così:

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?


Insomma, da quel che ho capito, questa dev'essere una vecchia racchia che solo lui si poteva scegliere! Ma come direbbe Totò

 

 ... de gustibus non ad libitum sputazzellam...

Comunque, alla fine della bicchierata analcolica con Giacomino, mi sono detto: l'idea non è male. E se provassi anch'io a riempire qualche pagina di facezie brevi e di pensieri strambi?
Ecco allora lo Zibaldone, il post che avete sott'occhio e che, forse, da oggi in poi ricorrerà spesso su questi monitor.
In fondo, sulla mia pagina Twitter pubbico quotidianamente cretinate in 140 caratteri, lapidarie e insulse come un intervento alla Camera di ... (metteteci voi un nome che volete, tanto spesso non c'è differenza tra l'uno e l'altro). Così la cosa più logica è riprenderli pari pari o al massimo dare un minimo di contestualizzazione.
Buona lettura!

ZIBALDONE

Ma i ricchi, a capodanno, invece del trenino fanno il Frecciabianca?

(Dopo il fermo a Eurodisney di un uomo con armi e un Corano nello zaino) ++ULTIMORA++ Fermato all'entrata della basilica di San Pietro Papa Francesco: nella borsa aveva rasoio da barba e copia della Bibbia.

La Meloni al Family Day annuncia di essere incinta. A questo punto diventano sospette tutte quelle comparsate con Berlusconi e Salvini...

Tanti i politici che saranno al FamilyDay. La maggior parte non ha ancora deciso con quale delle mogli andare.

Salvini sarà al Family Day. Una volta lì gli spiegheranno che c'è andato a fare...

(In occasione del Giorno della Memoria) Matteo Renzi: "Ricordo viaggi ad Auschwitz con Nedo e gli studenti. MAI più!" Troppo lunghi, senza connessione WiFi, senz'aria condizionata nella carrozza...

ISIS in crisi: dopo il dimezzamento degli stipendi, anche le vergini per ogni kamikaze passano a 36.

(Sui fatti di Quarto (NA), dove il MoVimento 5 Stelle ha espulso la sindaca)
Grillo espelle tutti i consiglieri di Quarto e, visto che c'è, licenzia anche il suo giardiniere.

In un'intercettazione relativa ai fatti di Quarto si sente chiaramente qualcuno gridare "Grillo akbar!"

Per stasera è tutto. Magari ci risentiamo. 

Lo sprizzante Oste Juan